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giovedì 5 settembre 2013

Usare il proprio Tablet Samsung Galaxy Note 10.1 N80XX come tavoletta grafica per Gimp sotto Linux.


GfxTablet ti permette di usare il tuo bel tablet Android dotato di S Pen come se fosse una vera tavoletta grafica per PC! Connetti il dispositivo alla tua WiFi ed inizia a disegnare in qualsiasi programma di editing grafico sul tuo PC Desktop. Naturalmente tutto ciò funziona meglio se hai un dispositivo dotato di Stylus Pen, perché l'app supporta la sensibilità della pressione della penna.

NB: Le prove fatte in quest'articolo sono state su un Samsung Galaxy Note 10.1 N8000, ma potrebbe funzionare su tutti i dispositivi della gamma Note (Note 2, Note 3, Note 8) e anche su altri smartphone e tablet senza S Pen, solo che in questi ultimi il meccanismo perde di utilità per la mancanza del rilevamento dinamico della pressione, come menzionato sopra.

NB2: Al momento, funziona solo sotto Linux, perché il team di sviluppo di questo progetto non ha trovato nessuno in grado di sviluppare questo driver per Windows o Mac. Se vuoi provare quest'app non avendo un sistema Linux installato, puoi provare a riavviare il PC con un LiveCD o installare una macchina virtuale Linux un host con un virtualizzatore, come ad esempio VirtualBox.


  • Dal proprio tablet, scaricare dal market l'app GfxTablet (https://play.google.com/store/apps/details?id=at.bitfire.gfxtablet)
  • Nel PC Linux, andare da terminale in una propria directory di appoggio e dare il seguente comando:
                     git clone git://github.com/rfc2822/GfxTablet.git
    Attendere che venga scaricato il progetto dal repository.
  • Al termine del download, impartire i seguenti comandi:
           cd GfxTablet
           cd driver-uinput
           make
  • Al termine del make, se non vi sono stati errori, il driver è stato correttamente compilato. Per provarlo "al volo", lanciare a mano il comando:
           sudo ./networktablet
    (ATTENZIONE: in questo modo, il comando viene lanciato con le credenziali dell'utente root! Se in futuro si vuole utilizzare il proprio utente o comunque un'utente non amministrativo, è indispensabile che quest'utente abbia i permessi in lettura del character device /dev/uinput)
    A questo punto si vedranno a video una serie di output al manifestarsi degli eventi ricevuti dai movimenti della S Pen sul tablet, se gira l'app GfxTablet.
    Lasciare girare il comando "networktablet" fino che si desidera che il PC riceva gli eventi di input dal proprio dispositivo Android.
  • Accertarsi che nel proprio tablet sia abilitato il WiFi e che sia connesso alla stessa rete del proprio PC.
  • Aprire l'app GfxTablet, andare nelle impostazioni ed inserire l'indirizzo IP della propria macchina desktop.
  • Se si ha un tablet/smartphone con S-pen, consiglio anche di spuntare, sempre nelle impostazioni, la voce "Input solo da S-pen". In questo modo si eviterà di interferire con la propria area di disegno qualora, ad esempio, si appoggia un dito o il palmo della mano, sullo schermo del dispositivo, ma vengono registrati solo gli eventi rilevati dal movimento e contatto dell' S-pen.
  • Aprire Gimp, andare nella voce di menù Modifica -> Dispositivi di Input. A questo punto dovrebbe essere elencato "Network Tablet". Selezionare "Network Tablet" (eventualmente impostare il modo a  Schermo) e confermare. 
  • Aprire un file immagine e selezionare dai tools penna o matita e provate a disegnare con l'S pen sul tablet. Si dovrebbe già vedere l'iterazione del proprio movimento e disegno su Gimp! :)
  • Buona pittura! :)
Tempo permettendo, a breve dovrei inserire un video tutorial della presente guida.

Gabo









lunedì 25 febbraio 2013

Impressioni di Ubuntu Touch (developer preview) su Galaxy Nexus (GT-I9250)


Ubuntu Touch Developer Preview su Galaxy Nexus - prime prove e impressioni.


Dispositivo e firmware di provenienza: Galaxy Nexus (maguro, yakju), Android JB 4.2.2 (JDQ39) (link immagine: https://developers.google.com/android/nexus/images#yakjujdq39

Firmware e materiali di Ubuntu 12.10 Touch Preview, prelevati da: http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-touch-preview/quantal/mwc-demo/


Data installazione: 22/02/2013 (versioni firmware del 21)



Procedura seguita per l'installazione (via adb da Ubuntu Desktop): https://wiki.ubuntu.com/Touch/Install

Procedura per installarla da custom recovery: http://www.androidworld.it/2013/02/21/come-flashare-ubuntu-touch-da-custom-recovery-136913/

Conclusioni:
Cosa aspettarsi da questa versione di preview:
In realtà ben poco. Diciamo che più che una preview, è una demo.
Si può avere un'idea, in sostanza, di come funziona l'interfaccia utente di Ubuntu Touch, che ha un'impostazione un po' diversa dalle "solite" e tende a disorientare, almeno in un primo momento, gli utenti abituati con Android, iOs, WP.

FUNZIONALITÀ DI BASE (Telefono/SMS)

E' riportato al punto 2 del paragrafo "Cosa aspettarsi dopo l'installazione di questa versione" del wiki di installazione di Ubuntu Touch, che il comparto telefonico (chiamate e SMS) sia funzionante sul Galaxy Nexus e sul Nexus 4. In realtà, da prove che ho fatto vi dico che:

  1. le operazioni telefoniche di base funzionano solo su una SIM non protetta da PIN code, pertanto se volete provarlo ed usarlo anche per telefonare, vi conviene disabilitare il PIN della vostra SIM card prima di installare questa release di Ubuntutouch (o, alternativamente se doveste aver già installato Ubuntu nel telefono con la SIM ancora dotata di PIN, spostare momentaneamente la SIM in un altro telefono e disattivare il PIN code.
  2. le telefonate in uscita, sembrano funzionare correttamente. Le telefonate in entrata, funzionano solamente se il telefono non è in deepsleep o in standby. Nel caso in cui si riceve una telefonata in uno di questi ultimi due casi, il telefono squilla regolarmente, ma è necessario attivarlo a mano tramite power button, ma anche dopo aver tappato il pulsante "answer call", si risponde alla chiamata ma non è possibile sentire la voce, né in entrata, né in uscita.

NETWORKING

Funziona solo la connettività Wifi, mentre non è ancora funzionante la 3G.
Anche con la Wifi, a volte riaccendendo il telefono, mi è capitato che perdesse la connettività di una rete Wifi già registrata (e password Wpa già memorizzata). Inoltre, sporadicamente mi è successo che nella lista delle reti, mi presentasse 2 volte la rete Wifi che in realtà era già registrata. Anche ripetendo la procedura di registrazione, non riusciva in questi casi a collegarsi alla rete. E' stato necessario riavviare il dispositivo fino a che non si è connesso regolarmente quando mi trovavo nel raggio di una rete wifi già registrata in precedenza.

APPLICAZIONI

C'è una lista di applicazioni piuttosto limitata. Di queste, alcune non risultano funzionanti (almeno sul Nexus) come, ad esempio, il media player, che presenta una videata nera senza dare la possibilità di scegliere un contenuto multimediale.
Non c'è ancora un "market" attivo, pertanto quelle presenti nella sezione "Available for download" nella Home screen, sono (YouTube, SoundCloud, Evernote) sono presenti puramente a scopo dimostrativo, ma se ci si clicca sopra non succede assolutamente nulla.
Molte delle app presenti già installate, come Gmail, Facebook, Tweeter, altro non sono che chiamate al browser interno ai relativi portali in versione mobile, e non dei veri e propri client ai relativi servizi.
Il browser di sistema funziona abbastanza bene, anche se è soggetto a maggiori lag rispetto al browser di stock Android sullo stesso dispositivo ed inoltre ha funzionalità più limitate.
La calcolatrice non funziona...
La fotocamera e la galleria, funzionano apparentemente bene entrambi. La fotocamera, funziona correttamente anche in modalità video camera.
La galleria funziona relativamente bene, anche se presenta svariati lag durante lo scroll degli album. La visualizzazione delle fotografie, quando si effettua il doppio tab per fare lo zoom a dimensione intera, provoca un "black out" di qualche istante prima di presentare nuovamente la foto. Il passaggio da "fotocamera" a "galleria" funziona, ma il passaggio da "galleria" a "fotocamera" attualmente funziona male: provoca un apparente inchiodamento del dispositivo prima di andare in crash e tornare alla "lock screen" di sistema.

Da ciò che ho scritto sopra, si deduce che certo al momento questa versione di Ubuntu Touch, non si può considerare per nulla affidabile e conseguentemente non adatta ad uso quotidiano, anche solo come telefono.

Impressioni positive.

Naturalmente, ciò che spinge a provare una distribuzione di preview a noi linuxiani da diverso tempo, è proprio il fatto di avere un sistema linux vero e proprio sul nostro device (e non soltanto il kernel), ed infatti così è: il punto forte, a mio parere, anche in questa build che è solo una preview, è proprio quello di avere il controllo di un sistema linux vero e sufficientemente completo (per lo meno completabile, via comandi apt in standard Debian/Ubuntu), basato sulla distribuzione linux Ubuntu 12.10 quantal quetzal.
Si può avere una connessione al proprio dispositivo attraverso ADB, ma è possibile installare il server SSH sul dispositivo, in modo che, una volta che il telefono si è collegato via wifi alla vostra rete locale, è possibile collegarsi attraverso il relativo omonimo client (o con putty, per chi lavora in ambiente windows), ed avere il completo controllo del sistema via linea di comando.
Inizialmente, l'immagine di preview montata di default, non comprende il server SSH sul vostro dispositivo. Vediamo come implementarlo:

  • aprite un terminale nel vostro PC con Ubuntu Desktop (o una shell dei comandi CMD per chi lavora in windows)
  • collegare il Nexus al PC via Usb.
  • ora lanciate il comando adb devices per verificare che il dispositivo è stato correttamente riconosciuto. Se questo comando è andato a buon fine (vi viene presentato un numero identificativo del device collegato) si può procedere ai punti successivi, altrimenti occorre valutare se reinstallare i driver USB (windows) e ripetere il controllo.
  • Ora lanciare i seguenti comandi:
    adb root
    adb shell
  • Entrare nella linux box chrootata con il seguente comando:
    ubuntu_chroot shell
  • Ora eseguire il seguente comando per operare come utente phablet (password phablet):
    su - phablet
  • Ora siamo collegati al nostro dispositivo come utente phablet. Impartiamo i seguenti comandi:
    sudo apt-get update  [reinserire la password di phablet quando richiesto]
    sudo apt-get install openssh-server
    Quest'ultimo installerà l'SSH Server sul vostro dispositivo. Se il sistema restituisce un messaggio tipo 'openssh-server is already the newest version.' significa che risulta già installato ed operativo.
  • Ora eseguire il seguente comando:
    ip addr show wlan0
    Questo mostrerà l'indirizzo IP del vostro dispositivo, se già connesso alla vostra rete locale via wifi. Annotarselo, poiché verrà utilizzato per collegarsi via SSH.
    Sarà indicato successivamente come <Vostro-IP>
Ora sarà possibile collegarsi al vostro Galaxy Nexus da un'altro PC o dispositivo della stessa rete via ssh con il comando:
   
         ssh phablet@<Vostro-IP>

         (oppure da putty, inserendo <Vostro-IP> nel campo "Host Name (or IP address)" e cliccando su Open)



RUBRICA
Attraverso SSH (o adb shell) con il comando:  manage-address-books.py (delete | create ...)



VIDEO DIMOSTRATIVO.



Note di Intallazione.

Io ho installato questa release di Ubuntu Touch seguendo la procedura ben documentata in https://wiki.ubuntu.com/Touch/Install , ovvero utilizzando un PC con Ubuntu 12.10. Per chi non ha la possibilità o non vuole installare Ubuntu Desktop su un PC, può installare la stessa versione direttamente dal dispositivo, a patto che abbiano una custom recovery già installata. Si veda il punto successivo.

Installazione Ubuntu Touch Preview con custom recovery.

Questa procedura è per gli utenti che hanno già nel proprio Nexus una custom recovery. Questo procedimento è il più semplice e breve.
Occorre prelevare:
  • quantal-preinstalled-armel+maguro.zip
  • quantal-preinstalled-phablet-armhf.zip
Procedura:
  1. Posizionare i due file scaricati nella memoria interna del nostro dispositivo;
  2. Accedere alla recovery;
  3. Effettuare per sicurezza un nandroid backup nel caso volessimo ripristinare (opzionale);
  4. wipe data/factory reset;
  5. wipe cache partition;
  6. wipe dalvik cache;
  7. install zip from sdcard > choose zip from sdcard > primo archivio scaricato;
  8. install zip from sdcard > choose zip from sdcard > secondo archivio scaricato, quello contentente la parola phablet;
  9. reboot system now
  10. Enjoy!
Si  consiglia vivamente di effettuare l’installazione attraverso custom recovery, perché  sia la procedura di installazione che quella di ripristino sono più semplici ed immediate, e non vi obbliga di operare da un PC con Ubuntu Desktop.
ATTENZIONE: Non mi assumo la responsabilità delle vostre azioni, perciò mi raccomando, fate tutto con calma e attenzione.



martedì 31 maggio 2011

"Hash mismatch" su apt-get update usando proxy server

Chi utilizza una distribuzione Debian o una sua derivata (Ubuntu, Mint, Pinguy, etc.) dietro ad un proxy server,  come ad esempio all'interno di una rete aziendale, ecc. , nel momento in cui esegue il comando apt-get update per aggiornare la cache dei pacchetti dai repository standard, può riscontrare a console degli errori di questo tipo:

Se la localisation del sistema operativo e in lingua inglese:
....
W: Failed to fetch http://ir.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/..../Packages.bz2  Hash Sum mismatch
....
E: Some index files failed to download, they have been ignored, or old ones used instead.

Se la localisation del sistema operativo e in lingua italiana:
.....
Impossibile ottenere http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/..../Packages.bz2 Somma Hash non corrispondente
.....
Impossibile scaricare alcune file di indice, essi verranno ignorati, oppure si useranno quelli precedenti.


Questo problema è dato dal fatto che nel proxy server è rimasta una cache "vecchia" che prende il sopravvento per alcune intestazioni di file rispetto a quelle presente nel repository pubblico e di conseguenza il checksum fallisce.

Di soluzioni ce ne potrebbero essere diverse, e forse la più corretta sarebbe quella di chiedere all'amministratore del proxy di fare regolarmente una pulizia della cache relativa agli url dei repository di aggiornamento ...
Tuttavia, l'operazione più veloce che io conosco ed utilizzo in questi casi, è quella di intervenire sulla macchina locale, ossia quella su cui si presenta il problema (su cui ho il pieno controllo come amministratore - o sono un "sudoer user" -, altrimenti non potrei lanciare 'apt-get update' ;-) )
In pratica elimino le liste e i file parziali sul computer locale con i quali viene fatto il checksum rispetto alle liste scaricate dalla rete (sia che queste provengano dal proxy o direttamente dal web..). In tal modo, "forzo" il server proxy a fare un refresh per ricaricarmi le liste complete dei pacchetti, che in questo caso si deve rivolgere all'URL esterno per avere le copie dei file originali aggiornati...

Ecco i pochi e semplici passi da compiere (testato su una Ubuntu Server 10.04 LTS x86_64):
rm -rf /var/lib/apt/lists/* 
mkdir -p /var/lib/apt/lists/partial
apt-get update

Anteporre il comando 'sudo' a tutti i 3 comandi sopracitati se si sta operando con un utente non-root, ma che può essere delegato a ruoli amministrativi (generalmente gruppo "admin" sui sistemi Ubuntu).

Chiunque è pregato di lasciare commenti e/o suggerimenti nel caso in cui ritiene che abbia omesso o descritto qualcosa in maniera imprecisa. Grazie.



Cordiali saluti,
Gabriele
http://www.gabrielezappi.net
GNU/Linux user #380098

lunedì 30 maggio 2011

File di log "/var/log/messages" mancante in Ubuntu Natty Narwhal

[click here for reading this blog post in english]

A seguito di un'installazione ex-novo di Linux Ubuntu 11.04 (Natty Narwhal) mi sono accorto che il file /var/log/messages non c'era (!). Ho altresì constatato che è stata una scelta voluta!
I mantainer del kernel della comunità Ubuntu (o Canonical) hanno preso questa decisione (fornendo un file di configurazione di rsyslog di default che non abilita la scrittura di messages) sostenendo che in tal modo si evita di duplicare linee di log in due file (/var/log/syslog e /var/log/messages).
Francamente e per esser chiaro, disapprovo completamente questa decisione: è vero che si possono avere linee di log duplicate, in quanto alcune di queste vengono scritte in entrambi i file "syslog" e "messages", ma lo scopo di questi file è sensibilmente diverso, pertanto non trovo corretto mischiarli insieme, sostanzialmente per due ragioni: 

  1. /var/log/messages non è solo una convenzione, bensì è divenuto uno standard per tutti i sistemi *nix/linux (Indipendentemente che si parli di distribuzioni di classe desktop o di classe server).
    /var/log/syslog è invece un audit log, pertanto verranno scritti log di qualsiasi cosa (tipo processi di  cron o at, messggi di "informazioni" non strettamente di "warning", e così via ...)
    /var/log/messages è generalmente il file in cui gli applicativi scrivono eventuali messaggi di warning, anche se non strettamente inerenti il kernel, messaggi di boot (non-kernel) simili alle informazioni ottenibili con il comando 'dmesg'. Questo è generlmente IL file principale da visionare, quando si ha l'impressione che qualcosa non stia andando come dovrebbe, o per verificare che il sistema e tutti gli applicativi principali stiano girando in maniera corretta!
  2. Tutti gli applicativi standard e i programmi (incluso applicazioni di terze parti, non fornite con la distribuzione, ecc.), programmi di monitoraggio, analizzatori e monitor di rete, ambienti SNMP (come Hobbit, Nagios, ecc.) generalmente intercettano stati ed eventuali condizioni d'errore leggendo questo file. Non ritengo neanche che sia una buona soluzione creare un link simbolico tra syslog e messages, in quanto i succitati programmi e/o processi sarebbero costretti ad analizzare inutilmente milioni di linee di log in più, rischiando così di incidere negativamente alle prestazioni di tutto il sistema.
Penso che né Canonical né la comunità Ubuntu possa decidere di apportare una variazione ad uno schema standard dall'oggi al domani (per lo meno senza aver preso in esame la cosa con una commissione mondiale sugli standard - vedi ANSI, ISO, ecc. - che ne valuterà l'opportunità). 
Comunque qui di seguito elenco i passi per ripristinare la scrittura del file /var/log/messages come in passato:
  • editare il file /etc/rsyslog.d/50-default.conf (con "sudo vi /etc/rsyslog.d/50-default.conf" se si è loggati come utenti non-root)
  • Cambiare il seguente paragrafo:
...
#
# Some "catch-all" log files.
#
#*.=debug;\
#       auth,authpriv.none;\
#       news.none;mail.none     -/var/log/debug
#*.=info;*.=notice;*.=warn;\
#       auth,authpriv.none;\
#       cron,daemon.none;\
#       mail,news.none          -/var/log/messages
....
con questo

....
#
# Some "catch-all" log files.
#
*.=debug;\
        auth,authpriv.none;\
        news.none;mail.none     -/var/log/debug
*.=info;*.=notice;*.=warn;\
        auth,authpriv.none;\
        cron,daemon.none;\
        mail,news.none          -/var/log/messages
....

(in altre parole, togliere il commento dalle linee sotto 'Some "catch-all" log files.')

  •  far ripartire il demone rsyslog con il seguente comando:
        sudo restart rsyslog
  • Fatto! Ora /var/log/messages sarà nuovamente scritto come nelle release precedenti.
Comunque, mi auguro che questo fastidioso (anche se apparentemente innocuo) problema venga sistemato in Oneiric (e secondo me potrebbe essere anche candidata come  patch per natty-backports)

Cordiali saluti,
Gabriele
http://www.gabrielezappi.net
GNU/Linux user #380098

"/var/log/messages" log file missing in Linux Ubuntu Natty Narwhal (english post)

[clicca qui per il post in lingua italiana]

Hi there,
After a clean install of Linux Ubuntu 11.04 (Natty Narwhal) I realized that the log file /var/log/messages was missing. I realized that it was a deliberate choice as well!
Ubuntu community's (or Canonical's) kernel guys took that decision (modifing rsyslog configuration file provided as default after install) saying that this change avoids logs to be duplicated in two log files (/var/log/syslog and /var/log/messages).
Just to be frank, polite and clear... I totally disagree this choice: as a matter of fact, you can have duplicated rows in both log files "syslog" and "messages", but the purpose of these files is quite different, and I don't find it correct to mix them up, for two reasons:

  1. /var/log/messages is not only a convention. It became a standard for all *nix/linux systems (no matter if you run a server or a desktop class distribution).
    /var/log/syslog purpose is to be the audit log, and it will be log everythings (such as cron/at jobs, "info" msg, and so on ...)
    /var/log/messages is the usual place for system applications warning messages, even if non-kernel related, boot messages (non-kernel) similar to info you may report with command 'dmesg'. This is THE place to look at, if you feel that something is going wrong!
  2. All standard applications and programs (including applications out-of-the-box, third part's, etc..), monitoring programs, Network monitors & SNMP frameworks (such as Hobbit/XyMon, Nagios, Zabbix, and so on) usually go to look for it in order to catch statuses and error conditions. It's not a solution to symbolic link syslog to messages, because that mentioned programs/daemons would parse milions of unuseful lines of logs in vain, degrading the overall system performances consequently.

Since I feel that neather Canonical nor Ubuntu community can decide to change this importand standard overnight (at least without discuss a change in a worldwide commission of IT standards or something like that - see ISO, ANSI, etc.), here is how to take rsyslog back to write /var/log/messages like in the past:


  • edit file /etc/rsyslog.d/50-default.conf (with "sudo vi /etc/rsyslog.d/50-default.conf" if you are logged as normal user)
  • Change the following paragraph:
...
#
# Some "catch-all" log files.
#
#*.=debug;\
#       auth,authpriv.none;\
#       news.none;mail.none     -/var/log/debug
#*.=info;*.=notice;*.=warn;\
#       auth,authpriv.none;\
#       cron,daemon.none;\
#       mail,news.none          -/var/log/messages
....
 
                      • to read the following:
                      ...
                      #
                      # Some "catch-all" log files.
                      #
                      *.=debug;\
                              auth,authpriv.none;\
                              news.none;mail.none     -/var/log/debug
                      *.=info;*.=notice;*.=warn;\
                              auth,authpriv.none;\
                              cron,daemon.none;\
                              mail,news.none          -/var/log/messages
                      ...
                        (in other words, uncomment the lines under the text 'Some "catch-all" log files.')
                      • restat rsyslog with the following command:
                            sudo restart rsyslog
                      • Done! Now /var/log/messages will be written again.

                      Anyway, I hope that this annoying problem will be fixed in Oneiric (and this should nicely be a valid patch for natty-backports)

                      Yours faithfully,
                      Gabriele
                      http://www.gabrielezappi.net
                      GNU/Linux user #380098

                      martedì 3 maggio 2011

                      Google Earth su Ubuntu 11.04 Natty Narwhal

                      A differenza delle release precedenti, con Ubuntu 11.04 anche installando i repository medibuntu e google non-free, non è più possibile installare Google Earth già pronto per la propria distribuzione via apt-get o attraverso synaptic / Software Manager.
                      Tuttavia nei repository di google, vi viene messo a disposizione un pacchetto, "googleearth-package" che contiene uno script in grado di partire dal binario proprietario, analizzare le librerie presenti nel vs. computer e di costruire un pacchetto Ad-hoc pronto da installare nel vostro sistema Debian o Ubuntu.
                      E' necessario avere il pacchetto lsb-core e se il vostro sistema ha un'archittettura diversa da i386 (a 32 bit), come un amd64 o ia64 (64 bit), occorre anche installare il pacchetto di compatibilità a 32bit ia32-libs.
                      Quindi vediamo i vari passi:

                      user@ubuntu:~$ sudo apt-get install lsb-core googleearth-package # .. aggiungete al comando  'ia32-libs' se avete un sistema  a 64 bit

                      A questo punto lanciate lo script (possibilmente NON come root, altrimenti occorre forzare con un --force)

                      user@ubuntu:~$ make-googleearth-package

                      La procedura vi scarica l'ultima release di GoogleEarth di Linux disponibile (al momento la 6.0.2!!!  :P ), raccoglie informazioni su tutte le librerie necessarie già presenti nel vostro sistema, e integra il tutto in un pacchetto .deb che lo troverete nella directory corrente con il nome  googleearth_x.y.z-_amd64.deb o googleearth_x.y.z-_i386.deb (a seconda dell'architettura del sistema operativo in cui lanciate il comando).
                      Quindi ora è sufficiente installarlo con un bel
                      user@ubuntu:~$ dpkg -i googleearth_x.y.z-_amd64.deb

                      Al termine dell'installazione lanciate il vostro googleearth nuovo fiammante "ritagliato" per il vostro pinguino.  ;)
                      ( dovreste trovarlo a menu di Kde o Gnome, oppure premente ALT+F2 per eseguire il comando e date 'googleearth', o lo lanciate da terminale con 'googleearth &' ).

                      :)

                      martedì 15 marzo 2011

                      Linux - Scaricare semplicemente video di Youtube da linea di comando (da terminale)

                      Installazione comando youtube-dl

                      Su Ubuntu Linux è semplicissimo, basta installare youtube-dl digitando:

                      sudo apt-get install youtube-dl

                      Su distribuzioni dove invece il comando youtube-dl non è presente a repository, poco male, occorre dare qualche comando in più per installarlo manualmente:

                      • Scaricare youtube-dl da qui: http://rg3.github.com/youtube-dl/ (tasto destro "salva documento sull scrivania")
                      • Bisogna avere già installato Python
                      • Rinominare il file youtube-dl.sh in youtube-dl.py
                      • Copiate il file youtube-dl.py nella cartella /usr/bin (o in altra directory raggiungibile dal PATH, es. /usr/local/bin o $HOME/bin) digitando:

                        sudo cp youtube-dl.py /usr/bin




                      A questo punto siamo pronti per scaricare i nostri video da youtube col terminale!
                      Digitate ad esempio:
                      youtube-dl.py http://www.youtube.com/watch?v=iR1b7G1TM0s -o prova.mp4
                      L'opzione -b scarica il video alla massima qualità trovata, mentre l'opzione -t assegna lo stesso nome del video usato a quello di youtube.
                      L'opzione -o che permette di specificare il nome e formato del file di destinazione; -c per continuare download interrotto.

                      Per interrompere eventualmente il download premete ctrl+c

                      Problema aggiornamento operatività di youtube-dl in seguito a nuove specifiche di YouTube.

                      Fantastico comando, eh, youtube-dl ?
                      Tuttavia, molti di voi si saranno accorti che ultimamente youtube-dl non funziona correttamente, e riceveranno un messaggio di questo tipo:

                      gabo@ubuntu:~$ youtube-dl -i http://www.youtube.com/watch?v=Zg0VibH6Pbo
                      [youtube] Setting language
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video info webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Extracting video information
                      ERROR: unable to download video (format may not be available)


                      :-( ...
                      .. niente paura, youtube-dl deve essere solo aggiornato secondo le ultime specifiche di YouTube. :-)
                      Sfortunatamente, anche per i possessori di Ubuntu /Debian, youtube-dl non si aggiorna come tutti gli altri programmi da linea di comando con un semplice apt-get update, ma occorre specificare al comando youtube-dl stesso di andarsi a prendere gli aggiornamenti, con il seguente comando.

                      sudo youtube-dl -U

                      Tuttavia, occorre tener presente che l'update occorre farlo due volte. Dopo la prima, a terminale ci verrà visualizzato:
                      Updating to latest stable versionxn--
                      Updated to version github


                      Ridando un comando per catturare un video, riceveremo di nuovo un errore:
                      youtube-dl -i http://www.youtube.com/watch?v=Zg0VibH6Pbo

                      [youtube] Setting language
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video info webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Extracting video information
                      ERROR: unable to download video (format may not be available)


                      Allora ripetiamo un'altra volta il comando di prima
                      sudo youtube-dl -U

                      Updating to latest stable versionxn--
                      Updated to version 2011.02.25c


                      Dopo quest'ultimo messaggio (Updated to version 2011.02.25c), youtube-dl sarà aggiornato correttamente.

                      Infatti:
                      youtube-dl -i http://www.youtube.com/watch?v=Zg0VibH6Pbo

                      [youtube] Setting language
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Downloading video info webpage
                      [youtube] Zg0VibH6Pbo: Extracting video information
                      [download] Destination: Zg0VibH6Pbo.mp4


                      ;-)

                      NOTA: Naturalmente questa procedura di aggiornamento, è aggiornata alla data di scrittura del presente post (15/03/2011). E' molto probabile che in futuro, in seguito a nuove ulteriori variazioni di specifiche di Youtube, occorra ripetere nuovamente la procedura sopra descritta.

                      mercoledì 5 gennaio 2011

                      Linux, Mac, Windows: rsync ottimo anche per fare backup sul computer locale (non solo per sincronizzare due percorsi via rete!)

                      Come utilizzare rsync per effettuare back-up sul nostro Mac / Linux.

                      Rsync è un comando davvero potente, già installato di default sia su Mac che su Linux.
                      Permette di sincronizzare le cartelle / files in maniera incrementale, aggiornando quindi solo i files / cartelle modificati o aggiunti.

                      Funziona in maniera molto simile la "Time Machine" sul Mac!

                      Ad esempio:

                      rsync -av --progress --delete --exclude='*~' --exclude='.*' --exclude='folder' /home/nome_utente/Documenti /media/LaCie/back_up

                      In questo modo andiamo a salvare il contenuto della cartella "Documenti" nell'HD esterno "LaCie".

                      --progress mostra messaggi che indicano il progresso dell'operazione di sincronizzazione;

                      --delete elimina dalla destinazioni gli eventuali file che nel percorso sorgente non ci sono più;

                      -a sostituisce in blocco l'opzione -rlptgoD (ricorsivo, preserva, orario, gruppi, utenti, permissions, symlinks, devices, etc... );

                      --exclude serve per specificare un pattern di file/dir da escludere nel salvataggio (nell'esempio escludo i file di backup (es. nomefile.txt~) generati automaticamente quando si salva nell'editor un file su sè stesso; escludo anche i files nascosti dal Mac e la cartella "folder")!

                      Per maggiori info ricordo sempre di utilizzare il comando:

                      man rsync

                      ma è possibile anche dare una occhiata qua: http://montellug.it/download/conferenze2007/Conferenze%202007%20-%20Rsync%20-%20Manuel%20Dalla%20Lana.pdf


                      Versioni GUI (Graphic User Interface):

                      Grsync per win: CLICCA

                      Grsync per Mac: CLICCA

                      mercoledì 15 settembre 2010

                      G'MIC: Più di 190 Filtri ed effetti aggiuntivi Per GIMP!

                      Qualche tempo fa, in questo blog, ho postato  "THE GIMP (GNU Image Manipulation Program)" a questo link.
                      Avevo menzionato il fatto che GIMP è espandibile ed estendibile, in quanto modulare, o con script utente tramite linguaggi python o scheme (suo linguaggio interno con cui ho recensito anche il mio "Wonderful frame"), o con veri e propri plugins e pezzi di procedure compilate, che vanno ad estendere le già numerose funzionalità che GIMP possiede da solo.

                      Ultimamente ho trovato un'estensione veramente favolosa: si chiama G'MIC (GREYC's Magic Image Converter)

                      G'MIC è un'estensione per GIMP che permette di aggiungere oltre 190 filtri ed effetti alle già presenti potenzialità native dell'applicativo.

                      Potete trovare ulteriori informazioni qui: http://www.webupd8.org/2010/09/gmic-more-than-190-image-filters-and.html

                      Inoltre G'MIC stesso possiede un ulteriore parses di linguaggio script per poter automatizzare anche le funzionalità che lui mette a disposizione, oltre ovviamente a quelle già presenti di base (questo, ovviamente, se non dovessero già bastare i linguaggi di scripting già presenti in modo nativo ;)  )

                      Io ho provato a giocherellarci questi giorni (nel mio limitatissimo tempo libero :-( ), e mi è sembrato opportuno segnalarvelo perché l'ho trovata veramente un'estensione di rilievo e sicuramente degna di nota, assieme alla quale GIMP non ha nulla a cui invidiare anche ai più recenti Fotto$hop CS ... :-D

                      Una volta implementato G'MIC, quando richiamate la funzione, vi viene presentata una nuova videata con tutti gli effetti / filtri a disposizione (e non solo: udite, udite... l'elenco di effetti/filtri si può aggiornare in internet direttamente dalla videata del plugin!!), tipo la seguente:

                      Immagine

                      Ogni funzione, ha naturalmente tutti i suoi parametri impostabili, con cui si possono variare i risultati del filtro o dell'effetto fino a vedere, dall'anteprima, l'effetto desiderato:
                      Immagine



                      Credendo di fare cosa gradita, vorrei postare, nella presente solo alcuni degli effetti che si possono ottenere con G'MIC:

                      Partendo da una foto originale come la seguente ...
                      Immagine

                      .. Applico alcuni effetti:

                      1. Array & Frames -> Faded Array
                        Immagine
                      2. Array & Frames -> Tiled Rotation
                        Immagine
                      3. Array & Frames -> Tiled Normalization
                        Immagine
                      4. Array & Frames -> Pattern Frame
                        Immagine
                      5. Artistic -> Polaroid
                        Immagine
                      6. Artistic -> Old Photo
                        Immagine
                      7. Artistic -> Painting
                        Immagine
                      8. Colors -> Tone Mapping (!!!)
                        Immagine
                      9. Colors -> Sepia
                        Immagine
                      10. Colors -> User Defined Color Mask
                        Immagine
                      11. Contours -> RGB Gradient
                        Immagine
                      12. Deformations -> Water
                        Immagine
                      13. Lights & Shadows -> Relief Light
                        Immagine
                      14. Patterns -> Dots
                        Immagine
                      15. Patterns -> Mosaic
                        Immagine
                      16. Rendering -> 3D Image Object (Cube)
                        Immagine
                      17. Rendering -> 3D Elevation
                        Immagine
                      18. Rendering -> Random Objects
                      Immagine

                      .. lascio a voi altri la soddisfazione di vedere tutte le altre possibilità!!

                      E' possibile effettuare il download di G'MIC, pacchettizzato per tutte le architetture e distribuzioni devi vari S.O., a questo indirizzo:
                      http://sourceforge.net/projects/gmic/files/

                      ;-)

                      A presto.
                      Gabriele.


                      giovedì 19 agosto 2010

                      Linux l'incompreso - riflessioni.

                      Riporto un pensiero interessante che ho letto in giro su un altro forum!

                      Questo è quello che penso di "Linux l'incompreso". L'avevo scritto sul mio blog, ma vedo che calza all'argomento del post.
                      Anzitutto devo di re che si tratta di un post lungo, ergo chi non avesse intenzione di leggerselo tutto, è meglio che non lo legga per niente e faccia altro.
                      Io sono un utente Linux da diversi anni e pur essendolo con grande soddisfazione, non ho sviluppato quelle capacità hackeriane che, di solito, acchiappano gli utenti Linux di lunga data. Non ho nemmeno quell'atteggiamento fanatico che ha un po' rotto i coglioni a chi si sente dire, irreparabilmente, che "Linux è la panacea di tutti i mali".
                      Ho asserito svariate volte che Linux è un sistema pronto per l'uso desktop. Ma è pronto per chi?
                      Non certo per l'utente casuale o per chi usa programmi professionali chiusi, che non possono essere compatibili con il mondo Linux.
                      E' un sistema pronto per i coraggiosi, per chi con il computer ha un rapporto un pochino più collaudato e profondo, per chi dedica tempo al proprio computer e lo configura secondo le proprie esigenze.
                      E' un sistema che, oggi, non può oggettivamente essere venduto come merce qualsiasi, in balìa di acquirenti incoscenti e senza un minimo di cultura dell'impegno.
                      Linux è un sistema impegnativo, largamente configurabile certo, ma impegnativo, spesso desueto e solo qualche volta facile anche al babbeo. A mio avviso, è inutile, attualmente, pensare che Linux possa sostituire Windows, senza che prima venga fatta opera di conversione e conoscenza allargata nella cultura informatica popolare e senza che venga fatto del marketing un po' più coraggioso e ricco.
                      E' doloroso, per me, ammettere che Linux non è per tutti, ma è la cruda e - a mio vedere - rassicurante verità. Non lo sarebbe nemmeno se fossero venduti computer con Linux preinstallato. Una volta che l'utente avesse dei problemi con una periferica non supportata, sarebbe per lui molto difficile metterci una pezza e risolvere il guaio. Stessa cosa per le applicazioni professionali. Non ha senso vendere un sistema nel quale non girano quelle applicazioni professionali note nel mondo della informatica produttiva, a meno che non ce ne siano parigrado per Linux o che l'utente accetti questa condizione.
                      Proprio su quest'ultimo punto vorrei che ci fosse maggior coscenza e che si facesse in modo che gli interessati sappiano compiutamente cosa può fare per loro Linux e, soprattutto, cosa non può fare. Se l'utente deve fare una scelta, che scelta sia, informata, ponderata, realistica e sincera.
                      Linux per il desktop - La verità attuale
                      Non si tratta di analizzare cosa Linux è in grado di fare. A grandi linee Linux fa quello che fanno altri sistemi operativi. Quello che è importante è stabilire cosa non può fare, a tutt'oggi, per l'utenza desktop domestica e d'impresa.
                      Anzitutto Linux NON è:
                      Una sottoversione di Windows
                      Un sostituto di Windows
                      Un concorrente di Windows
                      Una versione di Windows a codice aperto
                      La soluzione ai problemi di Windows
                      Un antivirus
                      Poi Linux non può:
                      Usare i programmi nati per Windows - Ci sarebbe anche il modo (WINE), ma non è la stessa cosa e il computer lavora troppo.
                      Modificare i programmi per Windows - Il loro codice è, per la maggior parte, chiuso e non ci si può far nulla - legalmente
                      Rimediare agli errori di Windows - Non è proprio vero, ma riuscire a usare Linux per correggere gli errori di Windows non è proprio da utente medio
                      Usare i giochi per Windows - Non è del tutto vero, ma gli artifizi per poterlo fare invalidano le prestazioni del computer e richiedono comunque qualche artificio
                      Comportarsi come Windows - Chiamandosi Linux, essendo sviluppato da svariate migliaia di utenti di tutto il mondo, lo rende del tutto diverso
                      Poi bisogna anche dire che cosa non si trova per Linux.
                      Hardware certificato per Linux
                      La maggior parte del software professionale e la quasi totalità del software gestionale per aziende
                      Drivers per tutti i tipi di periferiche
                      Assistenza specializzata e personale informato su Linux
                      Le difficoltà attuali di Linux sono:
                      Assenza di supporto hardware al pari di quello disponibile per Windows
                      Scarso o assente software professionale e gestionale e personale che possa dare supporto
                      Poche imprese e società che investano in Linux e ne facciano il proprio credo imprenditoriale
                      Assenza di pubblicità
                      Disinteresse da parte dei produttori hardware
                      Egemonia di Microsoft
                      Documentazione non organica
                      Linux non è una buona scelta se:
                      Si usa Linux per dimenticare i guai di Windows
                      Non si ha voglia di impegnarsi
                      Si vogliono usare i programmi di Windows
                      Si vuol solo provare un sistema diverso, senza vere ragioni e senza documentarsi
                      Non si conoscono i metodi per mettere al riparo il contenuto del proprio computer
                      Si vuole un sostituto di Windows
                      Uomo avvisato ...
                      Linux è un sistema difficile, se paragonato a Windows, per gli utenti Windows che hanno usato quel sistema per anni. Le abitudini sono assai difficili da rimuovere. Linux non è un fenomeno egemonico e non ha il favore dell'industria e della pubblicità e chi lo vuole usare deve prima capire che nessuno l'ha costretto a farlo e che, essendo una sua scelta, deve accollarsi il peso delle proprie scelte e delle cose che potrebbero non andare bene, senza protestare o lamentarsi.
                      In questo articolo vorrei che fosse chiaro che io non faccio sconti a nessuno. Ne a Linux da una parte, ne a chi Linux crede di conoscerlo e poi scambia la propria ignoranza con difetti di Linux. Chiedere aiuto è una cosa, criticare e lagnarsi denigrando è un'altra.
                      Ciò che può offrire Linux è tanto ed è in via di espansione, ma moltissimo dipende da quanto impegno ci vuole mettere chi vuole scoprire quanto può essere ricco e potente Linux. Trovare un tesoro è bellissimo, sperare che venga recapitato a casa è almeno improbabile.
                      Facili al lagno
                      Di cosa ci si può onestamente lamentare riguardo a Linux?
                      Lamentarsi significa esternare il proprio disappunto al riguardo di una ingiustizia subita. L'ingiustizia è una condizione per la quale, a fronte di una millantata opportunità globale, questa poi non venga rispettata/offerta/garantita al singolo o a tutti.
                      Che cosa ha millantato Linux per cui si è giustificati a lamentarsi?
                      Nulla!
                      Linux non ha promesso nulla a nessuno, non garantisce nulla. Ne deriva che lamentarsi di Linux è una ingiustizia. Semmai sarebbe proprio Linux - se fosse una persona - a doversi lamentare.
                      Spostiamoci quindi al vero problema. Le distribuzioni Linux possono essere fonte di lamentela, non certo Linux. Se una distribuzione promette un supporto hardware totale e poi non va su un comunissimo computer, allora ci si può lamentare per l'ingiustizia. Ma nessuna distro promette queste cose, quindi se una distro non funziona sul proprio PC, bisogna accettarlo e basta.
                      Bisogna accettarlo e basta!
                      Si è criticato Ubuntu perchè prometteva usabilità, facilità, intuitività a tutti, ma che, a detta di alcuni, sono state disattese in occasione dell'ultimo rilascio. Ammesso che sia vero, occorre anche tenere in conto che usabilità, facilità e intuitività sono qualità a percezione soggettiva.
                      "Questa si che è una distribuzione usabile!"
                      Dipende.
                      Se l'utente è un amministratore di sistema o un hacker, qualsiasi distro è usabile.
                      Se l'utente non è in grado nemmeno di lanciare un programma senza che ci sia l'assistente animato che gli dice come farlo, tutte le distro sono astruse e nemiche. Stessa cosa per facilità e intuitività. Ma vediamo in effetti di cosa si lamentano gli utenti.
                      Supporto hardware
                      E' vero che se si ha la sfiga di avere hardware di ultimissima generazione, ci sono dei problemi ed è altrettanto vero che hardware datato fa fatica a sostenere il peso di una distribuzione Linux di ultima generazione (ma è un problema ben più grave con Windows, solo che in quel mondo il cambio forzato dell'hardware è visto come una ricchezza). Nell'un caso e nell'altro non è colpa di Linux. L'hardware di ultima generazione viene prodotto anche da chi non crede in Linux, per cui non ne rilascia i drivers per Linux. Anche società blasonate e con un mercato fiorentissimo, non credono in Linux (e non c'entra il discorso per il quale siccome ci sono troppe distribuzioni, non è possibile seguirle tutte. Basterebbe solo che i produttori rilasciassero i codici dei drivers, che qualche sviluppatore Linux ne produrrebbe la versione adatta a Linux) e non investono un centesimo per la compatibilità con esso.
                      Sebbene Linux creda nei produttori hardware e negli utenti, questa generosità non viene ricambiata, almeno non sempre.
                      In relazione a ciò, se una periferica non funziona, è del tutto inutile prendersela con Linux o con la distro Linux. Bisognerebbe contattare il produttore e fargli sapere che ha perso un cliente e fargli pubblicità negativa in tutto il circuito Linux ed anche non Linux.
                      Software
                      Il software per Linux è libero e gratuito nel 99% del suo ammontare. E' opera di gente volenterosa, per la maggior parte non pagata, che fa quello che può, nel tempo e con quello che ha a disposizione. Nel mondo Windows invece, accanto a pochissime iniziative libere, aperte e gratuite che producono software libero, aperto e gratuito, la maggior parte del software è a pagamento, quindi sviluppato da gente pagata, che lavora su quel software ogni singolo giorno per dovere. E' indubbio e quasi logico che ne derivi un software professionale di alto livello che, logicamente, soddisfa le esigenze professionali e d'impresa meglio di quello sviluppato gratuitamente e casualmente nel mondo Linux.
                      Per chi si accontenta di software generico, adatto a fare cose medie e generiche, Linux non è secondo a nessuno. Per chi cerca specifico software professionale, con nome specifico, prodotto da società specifiche, deve rimanersene in Windows e accettare questa cosa, oppure può usare dei magheggi che facciano girare quel software anche su Linux, ma ne deve accettare le limitazioni.
                      L'ideale sarebbe una versione di quel software fatta apposta per Linux, ma la può fare solo chi produce la versione per Windows e dato che non divulga il codice sorgente del suo software, viene perfino impedito a sviluppatori di terze parti, di accollarsi il peso dello sviluppo della versione per Linux.
                      Se il produttore di Photoshop, che mi pare si chiami Adobe, non produce la versione per Linux, è colpa di Linux o di Adobe?
                      Per usare Photoshop ci vuole Windows, è inutile incazzarsi con Linux perchè non fa girare Photoshop!
                      Alcuni affermano che il software per Linux è scadente. Può essere vero, ma va ricordato che si tratta di prodotti sviluppati volontariamente e senza una realistica prospettiva di guadagno e lo sviluppo potrebbe rallentare o cessare del tutto (e di esempi ce ne sono purtroppo moltissimi). Quindi di cosa ci si può oggettivamente lamentare?
                      Nel mondo Linux ci sono delle alternative a quasi tutto il software di Windows, se piacciono bene, altrimenti non bisogna usare Linux, punto.
                      Usabilità
                      L'usabilità di Linux è fonte di grandi discussioni. Linux è un sistema operativo che non si trova praticamente in nessun computer venduto nella grande distribuzione e questo è già un punto a sfavore della sua usabilità. Chi lo vuole usare se lo deve installare, punto.
                      Chi produce computer ha stipulato contratti e fa affari con chi produce sistemi operativi a pagamento ed ha intenzione di rimanere su tale piano economico, mantenendo un rapporto di scambio e business sostanzialmente vantaggiosi per entrambi. Linux, in una delle tante distro in attività, non è ancora un partner adeguato a garantire quel rapporto economico di cui sopra. Insomma Linux non produce denaro e questo è il vero problema di usabilità: Linux non è usabile per chi vuol ricavare denaro dall'informatica, non per chi usa il computer!
                      Tornando al problema usabilità per l'utente, Linux è un sistema che va installato e questo comporta che l'utente debba almeno informarsi su quale distro è adatta alle proprie necessità. Questo è un altro punto a sfavore. L'utenza potenziale e media, non ama leggere e non ama avere troppe opzioni; meglio essere obbligati che dover scegliere!
                      Stessa cosa per la installazione. Oggi installare un sistema Linux è una vera sciocchezza, ma è comunque una operazione delicata e richiede attenzione. Ma l'utente medio preferisce avere la pappa fatta. Meglio accettare che impegnarsi!
                      Una cosa che avvilisce alcuni utenti Linux è rappresentata dal fatto che qualche volta, a seguito dell'aggiornamento del sistema, un qualcosa che prima andava, dopo non va più. E' una cosa antipatica, ma va anche detto che aggiornare non è un obbligo (mentre su Windows lo è, anche per questioni di sicurezza) e che prima di aggiornare è bene informarsi ed attendere che gli eventi evolvano. Se in Linux ci si può aspettare che le cose vadano bene, in Windows lo si dovrebbe pretendere, ma sembra che accada il contrario.
                      Una distribuzione Linux è diversa da Windows e questa diversità colpisce la sua usabilità in misura direttamente proporzionale al tempo che l'utente ha trascorso usando Windows. La presunta poca usabilità di Linux è da ricapitolarsi in una semplice "questione di abitudine".
                      Conclusioni
                      Linux e le sue distribuzioni sono anzitutto una risorsa e una opportunità. Se fossero visti in questo modo, forse ci si atteggerebbe in un modo più accogliente e più conscio nei loro riguardi. Essi sono una libera scelta e il termine 'libera' non vuole affatto sottintendere "facile", mettiamocelo in testa tutti quanti.
                      Scegliere di usare Linux vuol dire scegliere di cambiare, ma non di cambiare solo il sistema operativo nel proprio computer, ma anche di cambiare il proprio atteggiamento nei riguardi del proprio PC e dell'informatica. Significa cambiare il proprio livello di impegno e conoscenza, per non parlare del proprio livello di cultura.
                      Se non si ha ne voglia, ne tempo, non bisogna cambiare il sistema operativo, ma bisogna cambiare la propria vita e questo Linux non può proprio farlo.
                      Linux sarebbe per tutti, sono i tutti che non sono per Linux!

                      Fonte: borgio3 © forum.ubuntu-it.org


                      Opinione personale:

                      Bè .. non è una riflessione stupida, anzi, tutt'altro!! Io che seguo Linux dal '92 (Praticamente dall'anno successivo in cui Linus Torvald ha informato in rete di aver messo a disposizione la prima release del "suo" sistema operativo!!) mi trovo d'accordo sul 90% delle affermazioni, e a dire il vero l'articolo mi ha anche divertito.   :-D
                      Avrei diverse cose da contraddire all'autore di questo articolo, come la non disponibilità di operatori professionali ad utilizzare linux (guarda caso le PA adottano Linux al 80% nella propria infrastruttura IT o data center... dati alla mano), ma alcune cose che lui ha scritto, rispecchiano ciò che aveva detto lo stesso autore di Linux (Torvald) nel messaggio di annuncio della prima release: "Non aspettatevi nulla, non farà nulla di più di far girare un compilatore C nel mio 386 e di ciò che dovevo dimostrare a livello accademico. Nulla di più e nulla di meno."

                      ... guardate cos'è diventato...   ;-)

                      Gabo

                      Linux Ubuntu - Repository aggiuntivi per codecs e apps "non-free"

                      In una installazione desktop, dove si prevede di far uso anche di applicativi multimediali e codec, free e non-free, il primo repository un po' più ufficiale da aggiungere sarebbe Medibuntu.
                      Medibuntu aggiunge una serie di pacchetti dediti alla gestione, conversione, visualizzazione di formati multimediali, oltre a i codec più diffusi per aggiungere la compatibilità a tutti i formati video (divx,xvid, dvdcss, mp4, avi, wmv) e audio (mp3,ogg,flac,wma) più diffusi, e altre applicazioni di terze parti già pronte per la distribuzione (es. googleearth, realplayer, etc.).

                      Le istruzioni per l'aggiunta dei repository sono al seguente link : https://help.ubuntu.com/community/Medibuntu
                      Tuttavia, il comando da dare a linea di terminale per l'aggiunta è il seguente:

                      sudo wget --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list  http://www.medibuntu.org/sources.list.d/$(lsb_release -cs).list && sudo apt-get --quiet update && sudo apt-get --yes --quiet --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring && sudo apt-get --quiet update


                      La lista dei pacchetti aggiunti dal repository di medibuntu, sarà già disponibile nei gestori di pacchetti grafici synaptic (per chi fa più uso di ambiente Gnome) o KPackageKit (più a portata di mano per chi usa ambiente grafico KDE).
                      Se si desidera che la lista di pacchetti aggiuntivi sia disponibile anche nel nuovo Ubuntu Software Center (Ubuntu 9.10+), occorre dare il seguente comando:

                      sudo apt-get install app-install-data-medibuntu


                      Una delle cose principali che bisognerebbe installare dopo l'aggiunta di questo repository, se si vuole avere la compatibilità di tutti i formati audio e video esistenti (indipendentemente dal software che si usa per la visualizzazione dei video e/o ascolto di musica) è l'aggiunta dei codec, compatibilmente all'architettura del vostro sistema, con il seguente comando:

                      Se siamo in ambiente 32 bit:

                      sudo apt-get install w32codecs non-free-codecs

                      Se invece siamo in un linux Ubuntu a 64 bit:
                      sudo apt-get install w64codecs non-free-codecs


                      Alla prossima.
                      ;-)

                      mercoledì 21 aprile 2010

                      THE GIMP (GNU Image Manipulation Program)


                      THE GIMP
                      GNU Image Manipulation Program


                      GIMP è un acronimo di GNU Image Manipulation Program. E' un programma liberamente distribuibile, adatto per lavori come fotoritocco, composizione e creazione di immagini.

                      Ha molte caratteristiche. Può essere usato come semplice programma di disegno, come programma sofisticato di fotoritocco, come sistema di elaborazione immagini non-interattivo, come generatore per produzione di immagini di massa, o più semplicemente come convertitore di formati grafici, ecc..

                      GIMP è espandibile ed estendibile.
                      E' progettato per "crescere" mediante plugin e estensioni per poter fare praticamente di tutto. L'interfaccia avanzata di scripting, permette di fare qualsiasi cosa, dal lavoro più semplice, fino alla maniplazione procedurale più complessa.

                      GIMP è scritto e sviluppato sotto X11 nelle piattaforme Unix. Ma sostanzialmente lo stesso codice gira anche in piattaforme MS Windoze e Mac OS X.

                      Io lo utilizzo da diversi anni, e pur vedendo ed apprezzando anche le caratteristiche dei più costosi prodotti commerciali (fra cui ovviamente, i "detentori del monopolio" Adob€ Poto$hop CS2,3,4 ... ), vi giuro: di Poto$hop (volutamente storpiato) non ne sento assolutamente la mancanza, e con The Gimp, ci faccio veramente di tutto, anche se in ambito non professionale.

                      Come linguaggi scripting per processi in batch, oltre ad avere a bordo l'interprete del potente ed affidabile linguaggio Python, dispone anche di un suo linguaggio interno, chiamato Scheme, con cui si possono programmare sequenze di sottoprocedure di elaborazioni grafiche in batch, a fronte di parametri personalizzabili, altrimenti ottenibili con molti interventi e ritocchi manuali.

                      Molto presto, credo di riuscire a postare dei miei script da aggiungere a Gimp (2.6) funzionalità aggiuntive, come ad esempio creare delle Cornici accattivanti alle vostre foto con l'aggiunta opzionale di un watermark (tr. "timbro"), per convertire un ritratto in fototessere per C.I. / passaporti già pronti da stampare, ecc ...

                      I link per GIMP sono:



                      Ecco alcuni screenshot del programma:

                      Sreenshot linux:



                      Sreenshot windows:




                      Sreenshot mac:




                      Come installarlo

                      GIMP per Linux

                      E' molto probabile che la distribuzione Linux installata metta già a disposizione il pacchetto GIMP nei propri repository. In questo caso è il metodo preferibile di installazione, in quanto i manutentori della distribuzione si prendono cura loro stessi delle dipendenze e della correzione delle anomalie delle varie release:

                      Ubuntu, Debian

                      Gli utenti Ubuntu or Debian possono semplicemente digitare sudo apt-get install gimp per installare l'ultima versione di GIMP.

                      openSUSE

                      Gli utenti SUSE possono installare GIMP lanciando il comando yast -i gimp o zypper in gimp, a seconda della versione della loro distribuzione.

                      Fedora

                      In modo analogo al precedente, gli utenti Fedora possono installare l'ultima versione stabile di GIMP lanciando il comando yum install gimp.

                      Mandriva

                      Gli utenti di Mandriva Linux possono installare l'ultima versione stabile con il comando urpmi gimp.

                      GIMP per Mac OS X

                      Il team di GIMP non fornisce ufficialmente I file binari per Mac. Puoi comunque installare GIMP 2.6 facilmente su Mac usando i pacchetti forniti da GIMP su OS X (http://gimp.lisanet.de/).




                      Per far girare GIMP sul Mac OS X è richiesto l'ambiente X11 di Apple. Quest'ultimo è incluso nel pacchetto "Optional Installs" del disco di installazione OS X

                      Macports

                      Un altro modo semplice per installare GIMP (ed altro software gratuito) nel proprio Mac è utilizzare i Macport. Il pacchetto di installazione, poi, chiederà di scegliere tra una vasta scelta di pacchetti. Per installare GIMP utilizzando i Macport, occorre semplicemente lanciare il comando sudo port install gimp una volta che si ha i Macports installati.



                      GIMP per Windows

                      Il team di GIMP non fornisce ufficialmente I file binari per Windows. Puoi comunque installare GIMP 2.6 facilmente su Mac usando i l'installer di Jernej Simončič.


                      • Scarica GIMP 2.6.8Installer per Windows XP SP2 o superiore
                        (tenere d'occhio questo link, perché con il tempo si può aggiornare)


                      Alla prossima.


                      Gabo